Comprare follower su Instagram: perché non farlo

Perché non comprare follower Instagram: 3 buoni motivi

I follower comprati sono come le persone che entrano in un locale e usano il bagno, senza neanche spendere un euro.

Forse sarà capitato anche a te di ricevere in direct uno di quei messaggi che ti invitano a comprare follower Instagram per far crescere la tua fanbase in un battibaleno. Bene, spero tu non l’abbia fatto. Sicuramente ci hai pensato, perché stare a guardare i competitor con numeri più alti ogni giorno non è divertente. Ma fidati: resistere è stata la miglior scelta che tu abbia fatto. Esistono almeno 3 buoni motivi per non comprare follower Instagram:

  • numeri che sono solo metriche di vanità (vanity metrics);
  • un’audience non profilata, “sporca”;
  • penalizzazioni da parte di Instagram.

Ok, approfondiamo queste tre motivazioni. Alla fine dell’articolo sarai tu a consigliare ad altri imprenditori del food&beverage come te di evitare questa pratica che, invece di aiutarti, è controproducente per la tua strategia digitale e di comunicazione.

Motivo 1: numeri che non contano davvero

Bisogna ammetterlo. Vedere un profilo Instagram con migliaia di follower, fa lo stesso effetto di vedere tanti camion parcheggiati fuori da una trattoria: “Lì, si mangerà sicuramente bene; sarà un posto da provare”. Ma se agli occhi dei visitatori può sembrare un segnale positivo, in realtà non è così, strategicamente.

Innanzitutto più volte è stato dichiarato dalle stesse piattaforme (ti ricordo che Facebook, Instagram e Whatsapp sono della stessa famiglia) che i numeri come follower e like sono cosiddette vanity metrics, ovvero metriche di vanità. Come dice il termine stesso servono a farsi belli agli occhi degli altri. Stop. Tant’è che per anni Instagram ha nascosto il numero dei like sotto ai post, reintroducendo solo di recente la possibilità di mostrarli o meno.

Inoltre, in fase di analisi del profilo i follower non reali vanno solo a inficiare i dati e compromettere le prospettive strategiche. Sono altri i numeri che contano, quelli più legati al tasso di coinvolgimento e quindi alla partecipazione reale della community: i commenti, le condivisioni, i post salvati, il punteggio di pertinenza.

Una questione etica

Ma c’è un altro grande problema del comprare follower Instagram: riguarda l’etica. Il mondo dei social media sta cambiando radicalmente rispetto agli inizi. Le persone premiano la trasparenza, la correttezza, la sostenibilità. Ai brand e alle aziende è richiesto sempre di più impegno etico e sociale. Ci si aspetta che siano portavoce di grandi temi e contribuiscano a diffonderli.

Ricorrere a metodi poco leali, a scorciatoie furbe, compromette la brand reputation. Tutti abbiamo una reputazione online e offline (e dovremmo sempre prendercene cura). Se le persone iniziano a parlare male della tua attività e farlo sapere a sempre più persone il lavoro di tanti anni può essere rovinato in pochissimo tempo. Quindi perché comprare follower, sprecando soldi e dandosi anche la zappa sui piedi?

Comprare follower Instagram: perché ti porta più danni che benefici.

Motivo 2: audience non profilata

Comprare follower Instagram, contamina la tua fanbase. Inquina la tua audience. Cosa significa? Generalmente quelli che acquisti sono profili finti, oppure di persone provenienti da Cina, India, Bangladesh, Filippine. Ora: se hai un locale o un’azienda in Italia che utilità avrebbe avere un bacino di utenti che non saranno mai potenziali clienti? E che, in più, non interagiranno mai con i contenuti del profilo a cui hai dedicato tempo? Questo ti porta due problemi principali:

  • tasso di coinvolgimento basso: i finti follower sono solo un numero. Non interagiscono e l’algoritmo di Instagram vede che molte persone ti seguono, ma in pochi sono coinvolti dai contenuti. Questo vuol dire che stai creando contenuti non interessanti, di poco valore e che, quindi, non meritano di essere distribuiti con una spinta in più. Puoi analizzare il tasso di coinvolgimento del tuo profilo con strumenti come NotJustAnalytics.
  • sponsorizzate con costi alti e poca resa: se costruisci una community interessata, partecipe, ben profilata a livello di interessi e di posizione geografica, quando farai delle Ads sponsorizzate avrai molta resa con poca spesa. Viceversa non puoi usare i tuoi follower come pubblico personalizzato. Avresti costi alti per raggiungere persone in tutto il mondo che, oltretutto, non sono potenziali clienti.

I follower comprati sono come le persone che entrano in un locale e usano il bagno, senza neanche spendere un euro. Preferisci averne mille così o dieci che si siedono al tavolo, consumano e tornano (magari con gli amici)?

Motivo 3: penalizzazioni

Oltre a non mostrare i tuoi contenuti, perché ritenuti di scarso valore, il signor algoritmo di Instagram inveisce su di te con vere e proprie penalizzazioni. Per dirne una: quando si accorge che quei follower sono comprati, che ci sono continue e sospette oscillazioni nei numeri del tuo pubblico, inizierà a toglierti lui stesso dei follower. E chissà che non siano quelli buoni, che hai conquistato a fatica e sono già clienti reali!

Purtroppo in Italia, ad oggi, 19 luglio 2021, non esiste una normativa vigente che tuteli i clienti e le aziende (molti pseudo influencer gonfiano i loro numeri per stringere delle collaborazioni con le imprese. E, a proposito, ho scritto un articolo su come riconoscere i falsi influencer e starne alla larga). Tuttavia potrebbe non essere un traguardo così lontano. Negli USA, la Federal Trade Commission, l’organismo di controllo del commercio Usa, ha condannato una società per l’acquisto di follower. La sanzione è stata di 2,5 milioni di dollari. [Fonte: Il Sole 24 ore]

Alla luce di questi pro e contro… ehm – contro e basta – ora sei consapevole del perché non comprare follower Instagram. Ma Marianna, tu, da consulente, non lo consiglieresti neanche un pochettino? No. No. No. E se hai un Social Media Manager che te l’ha proposto, forse dovrai capire se è pienamente consapevole del suo ruolo professionale. In questo caso, più di sempre, ricorda: “Meglio pochi, ma buonissimi”.

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