A cosa serve il sito web? Ecco 10 buoni motivi per averne uno aziendale.

A cosa serve il sito web? 10 motivi per averlo

Se sei qui, te lo sei chiesto. A cosa serve il sito web? Perché devo averlo quando ho già le pagine Instagram e Facebook? Innanzitutto, tra sito web o social network non hai scelta. Entrambi sono punti di contatto essenziali per raggiungere i tuoi clienti, potenziali o fidelizzati, ma hanno ruoli diversi nella tua strategia di marketing e comunicazione.

Ci sono almeno 10 motivi per avere un sito web aziendale:

  1. trasmettere autorevolezza, serietà e credibilità;
  2. farti trovare prima dei competitor;
  3. avere una tua casa digitale;
  4. dare informazioni corrette e ufficiali;
  5. costruire una brand identity riconoscibile;
  6. ottimizzare i processi interni;
  7. alimentare la tua impresa 24h al giorno, 7/7;
  8. fidelizzare il cliente;
  9. comunicare davvero chi sei;
  10. esistere.

Non prendere l’elenco puntato numerato come ordine di importanza. Se così fosse esistere sarebbe il numero uno. Ma approfondiamo questi 10 buoni motivi e capiamo davvero a cosa serve un sito web.

1. Autorevolezza

Avere un sito web è sinonimo di credibilità, serietà. Se i social media sono dei touchpoint fondamentali per raggiungere il tuo pubblico, il sito internet aziendale è dove puoi trasformarli in clienti e ambasciatori del tuo brand. Il più delle volte, chi entra in contatto con la tua impresa su Facebook o Instagram e poi non trova un sito internet ufficiale, si chiede: “Ma mi devo fidare?”.

Idem quando rispondi alle richieste con una mail personale. Un servizio di hosting, legato al tuo dominio, ti consente di creare indirizzi mail aziendali. Cosa pensi quando contatti un’impresa (azienda o professionista autonomo) e ti arriva una risposta da – ti faccio un esempio – tizio.caio@gmail.com oppure, anche peggio, pallina86@yahoo.it? Che non sia affidabile. Che ci sia qualcosa sotto. E che se per primi non hanno investito nel loro progetto, perché dovresti farlo tu?

2. Farti trovare prima dei competitor

Per diventare uno strumento di business, il tuo sito dev’essere indicizzato e posizionato sulle pagine risultati dei motori di ricerca (SERP). Google in primis, utilizzato da oltre l’80% della popolazione mondiale.

Cosa significa? Quando il tuo sito è indicizzato vuol dire che è nel database del motore di ricerca, nell’indice dei contenuti da scansionare. Una volta indicizzato, c’è tutto il lavoro di posizionamento da fare. Posizionarsi sul motore di ricerca significa, possibilmente, essere in prima pagina e, sempre possibilmente, essere uno dei primi cinque siti che compaiono come risultato. Lasciando indietro i concorrenti. Puoi farlo, e sì anche senza spendere capitali in Google Ads, ma investendo in un professionista che si occupa di SEO (Search Engine Optimization), ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca. No, non è facile e ottenere del traffico organico (non a pagamento) di qualità è un lavoro a lungo termine. Ma è un lavoro che ripaga e fa crescere la tua impresa. Ecco perché chi fa SEO ha un valore enorme nell’aumentare le tue possibilità di trovare nuovi clienti.

Se il tuo sito web aziendale, invece, non è né indicizzato, né tanto meno posizionato puoi inserirlo dritto dritto nella colonna delle spese e non in quella degli investimenti con buon margine di ritorno.

3. Il sito web aziendale è la tua casa digitale

Se sui social media sei vincolato ad algoritmi e dinamiche che non decidi tu, sul sito web aziendale fai le tue regole. Hai più libertà nella formattazione e nel layout, puoi gestire al meglio i commenti e i percorsi di conversione del tuo pubblico. Hai la certezza che domani mattina ti sveglierai e il sito sarà esattamente come l’hai lasciato ieri (salvo problemi interni): nessuno avrà spostato a destra e sinistra i bottoni fondamentali e stravolto l’usabilità della piattaforma. Inoltre, fin tanto che non sarai tu a decidere di chiuderlo, non avrai il rischio che un bel giorno ti si presenti un avviso del tipo “Il tuo contenuto è stato oscurato, perché viola gli standard della nostra community”, senza che, effettivamente, tu l’abbia fatto. A cosa serve il sito web? Ad avere uno spazio di manovra ed essere autonomi.

4. Informazioni corrette e ufficiali

Quando affidi la realizzazione del tuo sito internet a un professionista, chiedi di integrare nel preventivo anche qualche ora di formazione. Questo perché devi poter aggiornare dei contenuti, per lo più testuali, in modo del tutto autonomo. Ad esempio i menu o le variazioni nella pagina dei contatti (ricorda di controllare che numeri di telefono e mail siano sempre giusti!). Inoltre, in situazioni come quella per il contingentamento della pandemia, è fondamentale comunicare al proprio pubblico chiusure, aperture e variazioni degli orari, oltre a tutte le norme da rispettare.

Per dare seguito a quest’ultimo aspetto è fondamentale creare una scheda Google My Business o rivendicare quella della tua attività, se è stata generata in automatico. In questo modo potrai tenere sempre aggiornati i tuoi orari e le chiusure per i festivi o le ferie, e dare informazioni corrette a chi cerca la tua attività online.

5. Brand Identity

La tua identità di marca dev’essere coerente, riconoscibile e memorabile. Il tuo logo, i colori, i caratteri del testo, il tono di voce. Un progetto di comunicazione fondamentale che va fatto ancora prima che il brand sia lanciato sul mercato o, in corso d’opera, per un rebranding, un’operazione di riprogettazione che cambia in base alle prospettive aziendali e non dev’essere mai fatta a cuor leggero. La brand identity va irradiata su tutti i canali: da quelli digitali, al percorso di visita in azienda o all’esperienza del cliente al tavolo. Il sito web è il luogo in cui il progetto mostra tutta la sua coerenza e resta – o meno – nella memoria dell’utente, iniziando a costruire la brand awareness, la conoscenza di marca. Ecco a cosa serve un sito web professionale.

6. Ottimizzare i processi interni

Il sito web ti fa risparmiare tempo, tanto. Ti faccio un esempio. Immaginiamo tu abbia un’azienda. Chiama in ufficio un agente rappresentante: “Ciao, avrei bisogno di cataloghi e schede tecniche per una presentazione con la rete agenti”. Senza un sito web: chiudi la chiamata. Interrompi quello che stai facendo. Se sei una persona ordinata avrai i documenti in una cartella Dropbox (o qualsiasi altro sistema di archiviazione) super organizzata. Apri la mail, digita il contatto, scrivi il testo, allega il file, invia.

Con un sito web: “Certo, vai sul sito e li puoi scaricare dalla pagina download che si trova nella parte in basso”. Fine della chiamata. Torni a fare ciò che stavi facendo. Questo discorso vale anche se hai qualsiasi altra attività nel settore food&beverage. Considera di caricare sul sito i documenti e le risorse utili che ti vengono richieste più spesso.
Inoltre se hai un e-commerce puoi integrare degli strumenti per la gestione diretta del magazzino e la fatturazione elettronica.

7. La tua impresa 24h al giorno, 7/7

A proposito di e-commerce, con un sito web per il commercio elettronico puoi avere un negozio aperto senza limiti di spazio e tempo. Attenzione però. L’e-commerce è un investimento importante e impattante sul tuo business. Non è per tutti, perché ha dei costi di realizzazione e mantenimento alti. Se non hai marginalità e una risorsa che si dedichi solo ed esclusivamente a quello, considera di lavorare bene su un bacino local e costruire una buona rete commerciale in modo diverso.
Comunque anche con un sito web semplice, puoi scoprire di aver lavorato, senza aver lavorato. Per esempio puoi raccogliere richieste di preventivo anche alle 4 di mattina, quando di fatto non risponderesti al telefono e saresti fuori dell’orario di lavoro.

8. Fidelizzare il cliente

Ci sono diversi modi per trasformare un “new visitor” in un “returning visitor”. Per fidelizzare un cliente, grazie al sito web. Innanzitutto con una strategia di content marketing che preveda un blog con contenuti di valore. Se il cliente ama i tuoi contenuti e li ritiene utili, allora si affezionerà al portale e non si perderà neanche un articolo. Questo comunicherà al motore di ricerca che stai distribuendo valore e rinforzerà l’autorevolezza del tuo dominio.

Inoltre, sul sito web puoi predisporre un box di iscrizione alla newsletter e studiare così una strategia di email marketing, tra le più efficaci per raggiungere delle conversioni. Un altro modo ancora, se hai un e-commerce, è pensare a degli sconti periodici oppure a uno slider con “i prodotti della settimana” o le novità.

9. Comunicare davvero chi sei

Una delle pagine più importanti del tuo sito web aziendale è l’About o Chi Siamo. Dimentica i testi barbosi, triti e ritriti. Esempio: “L’azienda tal dei tali nasce nel 1908 quando nonno Giovanni etc.”. L’hai già sentito? Ti sembra di averlo letto mille volte? Allora lascia perdere. Non è perché tutti scrivono così che va scritto così. E – nota bene – ho detto “scritto” perché un testo così non comunica nulla. Si può scrivere, senza comunicare e anzi è quello che capita il più delle volte. Sii sincero/a. Racconta chi sei, davvero. Cosa ti motiva, cosa ti rende unico e diverso da tutti gli altri. Quali sono i valori che guidano il tuo lavoro e te come persona. Vuoi un esempio più concreto? Ecco la pagina Chi Siamo di Birra Carrù.

10. A cosa serve il sito web? Esistere.

Da metà degli anni ’90 fino ai primi ‘2000, il sito web bastava metterlo su ed era fatta. Si usava il motore di ricerca Arianna e 1000 risultati erano già tantissimi. Oggi i siti web sono più di 1,7 miliardi (Fonte Sole24Ore, 2019). Quando il tuo sito è bell’e pronto online, Google Search Console ti dà una posizione media di 89-90. Indovina dove devi arrivare? Tra 1 e 9, perché a quel punto avrai gran parte delle pagine posizionate nella prima pagina risultati del motore di ricerca. E sono stata ottimista: la maggior parte dei click vengono raccolti dai primi tre risultati, quindi anche la prima pagina, in molti casi, non basta.

Ma tu che stai leggendo, hai dalla tua un enorme vantaggio sui competitor. Sai che, a differenza di pagine Chi Siamo fatte con lo stampino, c’è una cosa che la maggior parte di loro non sta ancora facendo.
Parlo di far esistere il sito web aziendale. Non limitarsi a congedare lo sviluppatore una volta messo online, ma usare la piattaforma come strumento di business. Trasformarlo in un investimento e non in una spesa. Come? Lavorando sul posizionamento e sull’ottimizzazione SEO con un progetto di blogging e distribuzione dei contenuti.

Ora che hai più chiaro a cosa serve il sito web e hai 10 buoni – buonissimi! – motivi per costruirne subito uno, non ti resta che scegliere da dove cominciare. Non ne hai idea? Contattami per una consulenza gratuita di 30 minuti. Capiremo insieme di che cosa hai davvero bisogno.

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